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MA ANCHE JAZZ VA BENE PDF Stampa
Pensieri
Martedì 05 Aprile 2005 10:03
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Qui fra i meridiani del cuore, perso nei fusi orari dei sentimenti senza capire quando è l'ora d'amare nell'indecisione, convinto sempre di poterci riuscire, qui mi pento e continuo a camminare perché in fondo altro non so fare.. Qui io continuo a sperare, cammino su strade non ancora asfaltate e sento il dolore dei sassi sotto i piedi... dolore vecchio e dolore nuovo, talvolta l'anestetica bellezza di terra bagnata fra le dita come a curare le involute ed involontarie sofferenze... non c'è un lupo nel bosco come mi raccontavano da bambino ma ci trovo me stesso come ero, come sono, quello che sono... pochi passi ancora e schizzi di fango sui jeans, pericolosi ricordi che affiorano, come boe in un mare agitato, visibili da lontano, sempre sulla cresta dell'onda del pensiero... eccole le paure a minare e ledere ciò che provo, si presentano come venditori sull'uscio di casa, inattese, cercano di vendermi le loro mercanzie fatte di incertezze... convincenti... sono attraenti... ma inutili. Resisto. Un amico nell'ora tarda si fa avanti. Confesso. Serio. Stupido. Come ero, come sono, quello che sono... Parlare? Non adesso, non adesso. Ora è il tempo di pensare, ora è il tempo di vibranti note di musica soul suonata dall'anima ma anche un jazz andrebbe bene... ho sbagliato? Ma la vita non è fatta soprattutto di questo? di errori? Vieni, ti mostro la mia collezione, sono puntati su una bacheca di sughero con lunghi aghi, come le farfalle, aghi che li mantengono vivi, per non dimenticare. Ho visto un po' di guerre, inondazioni, terremoti ed eruzioni, ho attraversato stragi di innocenti, eccidi senza senso, la morte di due papi e tanto dolore nel mondo per ritrovarmi sempre qui, spettatore della storia con poche certezze nel cuore: sono nato, morirò e nel mezzo ho una vita. Così. Poteva andarmi meglio, certo, ma anche molto peggio... invece è così, la volevo un pò più soul ma anche jazz va bene, intanto vedo come ero, come sono, quello che sono... Sicurezze? Sempre le stesse, ma sono jazz no? E allora improvviso e va bene così, finché va... suonate con me? vi va? altrimenti come sempre suonerò il mio sax alla luna in assolo, va bene anche da solo, certo un gruppo è un altra cosa ma le stridenti note di un ottone sanno urlare bene alla luna. Ci vorrebbe una voce calda ora ma è a mille chilometri di distanza e io sono qui, in mezzo ad un bosco, solo, come ero, come sono, quello che sono... Suono. Ora convinto ad abbandonare, ora no. Tre e trenta del mattino. Luna. Freddo, nell'aria e nel cuore. Non va bene, no. Vento. Suono di foglie. Il bosco mi parla e mi racconta come ero, come sono, quello che sono... Un cane abbaia. È ora di tornare, ho maturato una convinzione e l'ho persa, tutto in poche ore, ma in fondo sono fatto così, alla fine cerco sempre di lottare e non arrendermi di fronte alle incertezze ed alle paure. Credo che il prossimo spillone sarà per me, conficcato dritto dentro al cuore, per tenermi vivo. Potrei evitarlo ma non voglio, non sarebbe giusto. Tre e trenta del mattino: ora ho deciso il mio immediato destino e il mio possibile supplizio. Era inevitabile, mi conosco per come ero, come sono, quello che sono... come sarò. Eccolo, un altro demone intrappolato. Quanti ne ho. Voglio musica soul adesso... ma anche un jazz va bene.

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